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A1 Marcata compromissione nell'uso
di svariati comportamenti non verbali, come lo sguardo diretto, l'espressione
mimica, le posture corporee, i gesti che regolano l'interazione sociale
a. Incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei adeguate
al livello di sviluppo
b. Mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie, interessi
o obiettivi con altre persone (per es. non mostrare, portare, nè
richiamare l'attenzione su oggetti di proprio interesse).
c. Mancanza di reciprocità sociale o emotiva
A2 Compromissione qualitative della comunicazione
a. Ritardo, o totale mancanza, dello sviluppo del linguaggio parlato
(non accompagnato da un tentativo di compenso attraverso modalità
alternative di comunicazione come gesti o mimica).
b. In soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione della capacità
di iniziare o sostenere una conversazione con altri
c. Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo, o linguaggio eccentrico.
d. Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi di
imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo.
A3 Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi
di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo.
a. Dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti,
ripetitivi e stereotipati.
b. Sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudini o rituali specifici.
c. Manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere le mani
o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo).
d. Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti.
(A1). Marcata compromissione nell'uso di svariati comportamenti
non verbali, come lo sguardo diretto, l'espressione mimica, le posture
corporee, i gesti che regolano l'interazione sociale.
Anche quando sono piccoli, alcuni bambini autistici non sollevano le braccia
o non cambiano posizione nell'anticipare l'essere presi in braccio. Certi
si lasciano coccolare, altri no, alcuni possono irrigidirsi se tenuti
in braccio, altri spesso non guardano o non sorridono quando hanno un
approccio sociale. Alcuni bambini usano lo sguardo diretto spesso solo
per brevi momenti, anche se non è usato solitamente per dirigere
l'attenzione verso oggetti o eventi di interesse. Altri bambini usano
sguardi diretti inappropriati: girano la testa di qualcun altro per essere
guardati negli occhi. I bambini autistici, a causa della loro mancanza
di interesse sociale, ignorano spesso le persone, sia famigliari che non.
Certi bambini realizzano veri approcci sociali, anche se le modalità
di conversazione o la modulazione del contatto visivo, sono spesso qualitativamente
inferiori rispetto alla norma. All'estremo opposto delle interazioni sociali,
vi sono bambini che possono fare approcci indiscriminati anche ad estranei
(es. possono arrampicarsi sulle gambe dell'esaminatore addirittura prima
che il genitore sia entrato nella stanza, essere incoscienti delle barriere
psicologiche, o essere descritti come bambini che continuamente ed inappropriatamente,
si mettono al centro dell'attenzione).
(A1a). Incapacità di sviluppare relazioni coi coetanei adeguate
al livello di sviluppo. I
Bambini autistici più piccoli possono dimostrare mancanza di interesse,
o addirittura apparente mancanza di coscienza, per i loro pari o per altri
bambini. Alcuni bambini autistici non hanno amici di età appropriata,
e spesso quelli più grandi sono presi in giro o sono oggetto di atti di
bullismo. Un bambino può volere "amici' ma solitamente non capisce il
concetto della reciprocità e della condivisione di interessi ed
idee inerenti l'amicizia. Per esempio i ragazzini autistici possono riferirsi
a tutti i compagni di classe come "amici". Un esempio è il
bambino che afferma senza esitazione "Oh, io ho molti amici, ventinove
amici, ma nessuno di loro come me". I bambini verbali possono
avere un "amico" ma la relazione solitamente èlimitata o incentrata
solo su un circonstanziato interesse in comune, come un particolare gioco
al computer. Spesso i bambini "gravitano" attorno ad adulti
o a bambini più grandi, nel qual caso giocano un ruolo passivo, oppure
attorno a bambini troppo piccoli, dei quali diventano leader. In entrambi
i casi le richieste della reciprocità sociale sono di molto inferiori
se comparate alle interazioni con pari di età appropriata.
(A1b). Mancanza di ricerca spontanea della condivisione di gioie,
interessi o obiettivi con altre persone (per es. non mostrare, portare,
nè richiamare l'attenzione su oggetti di proprio interesse).
Alcuni piccoli con autismo, non mostrano reciprocità nel giocare
sulle ginocchia, ma piuttosto stringono le braccia del genitore quando
questo attua il gioco in una affascinazione meccanica, o insistono che
il genitore guardi il bambino attuare il gioco. Inoltre manca il caratteristico
prendere e dare del gioco sulle ginocchia, come si vede nello sviluppo
normale dei bambini entro la fine del primo anno. I bambini autistici
spesso non indicano cose o non usano il contatto visivo per condividere
il piacere del vedere qualcosa con un'altra persona, non usano quella
che è chiamata attenzione condivisa.
(A1c). Mancanza di reciprocità sociale o emotiva.
Alcuni bambini autistici non mostrano interesse verso gli altri bambini
o verso gli adulti, e tendono a giocare da soli, lontano dagli altri.
Altri giocano vicino ad adulti, o situati nel limite del gioco degli altri
bambini, occupati in un gioco parallelo o semplicamente guardando gli
altri. Alcuni bambini coinvolgono altre persone in giochi strutturati
e spesso ripetitivi, ma, anche in questo caso, sembrano "assistere"
al gioco, senza ascoltare alcuna suggerimento proveniente dalle altre
persone. Altri bambini autistici tendono invece a svolgere un ruolo passivo
nei giochi degli altri, per esempio svolgendo il ruolo di bambino nel
gioco della "famiglia", seguendo semplicemente le direttive altrui.
Altri, infine, ricercano uno specifico bambino con il quale c'è
un interesse limitato e solitario che domina l'intera relazione.
(A2). Compromissione qualitative della comunicazione.
Le compromissioni qualitative della comunicazione, rilevate nello spettro
autistico sono davvero molto più complesse di quelle presumibili dal semplice
ritardo verbale, e condividono alcune similitudini con i deficit riscontrati
in bambini con disturbi dello sviluppo del linguaggio o con disturbo specifico
del linguaggio (Allen & Rapin, 1992). La funzione espressiva del linguaggio,
nello spettro autistico, ha forme diverse: dal completo mutismo alla fluente
verbalità, sebbene quest'ultima sia accompagnata spesso da molti
errori semantici (significato della parola) e pragmatico-verbali (uso
del linguaggio per comunicare).
Giovani bambini autistici, anche se verbali, hanno quasi universalmente
deficit di comprensione, in particolare deficit nel capire le domande
a più alto ordine di complessità. Sono quasi universalmente presenti
anche deficit nella pragmatica, nell'uso del linguaggio per una efficace
comunicazione.
Alcuni bambini autistici non rispondono ai loro nomi quando vengono chiamati
dai genitori o dalle altre persone che si prendono cura di loro, e da
piccoli, frequentemente, si presuppone abbiano severi deficit di udito.
Questa sindrome, agnosia uditiva verbale (VAA) è simile allo strutturarsi
della sordità acquisita per le parole adulta, con una eccezione
molto importante: gli adulti con sordità acquisita per le parole,
rimangono fluenti nel parlare perchè il loro linguaggio è
già stato acquisito, laddove bambini con autismo sia con VAA sviluppato
che VAA acquisito, con "afasia epilettiforme", sono usualmente muti
(Rapin & Allen, 1987).
(A2a). Ritardo o totale mancanza, dello sviluppo del linguaggio parlato
(non accompagnato da un tentativo di compenso, attraverso modalità
alternative di comunicazione come gesti o mimica).
Alcuni bambini autistici, nella prima infanzia, non lallano o non usano
altre vocalizzazioni comunicative: sono descritti come bambini molto quieti.
Quando la comunicazione orale dovrebbe essere sviluppata, non hanno assolutamente
alcun linguaggio verbale e non sono in grado neanche di compensare ciò
con gesti o espressioni facciali.
Un bambino piccolo con sviluppo normale, tira la propria madre verso un
oggetto desiderato, poi indica chiaramente l'oggetto guardando la madre
in faccia. All'opposto, un comportamento tipico di molti bambini autistici
è l'usare meccanicamente la mano di un'altra persona per indicare
l'oggetto desiderato, comportamento spesso chiamato "indicazione della
mano sopra la mano". Alcuni bambini tirano addirittura il braccio
di qualcun altro verso l'oggetto desiderato, fuori dalla loro portata,
senza nessuna indicazione, nessun gesto o vocalizzazione comunicativa.
Altri bambini "indipendenti" non hanno pretese e non esprimono richieste
ai loro genitori, imparando piuttosto a superare precocemente le difficoltà
e ad acquisire l'oggetto desiderato da soli.
(A2b). In soggetti con linguaggio adeguato, marcata compromissione
della capacità di iniziare o sostenere una conversazione con altri.
Alcuni bambini autistici parlano con relativa fluidità, ma non
sono capaci di impegnarsi in una conversazione, definita da due o più
parti comunicanti, attraverso la modalità del prendere-e-dare,
su argomenti di mutuo accordo. In una conversazione il partner A fa una
affermazione, sul soggetto dato, diretta al partner B che esprime allora
un'altro fatto a sua volta diretto al partner A che risponde al partner
B e cos" via. Nella conversazione possono essere incluse delle domande,
che, ovviamente, non saranno la struttura dominante della frase. Il tratto
specifico dei bambini autistici verbalmente fluenti è la loro inabilità
ad iniziare o a sostenere una conversazione su un argomento di reciproco
interesse, malgrado siano capaci di rispondere relativamente bene, di
formulare una miriade di domande, di parlare "ad" un'altra persona
in un monologo o in un soliloquio sul loro argomento preferito.
(A2c). Uso di linguaggio stereotipato e ripetitivo, o linguaggio
eccentrico.
Il tratto specifico del linguaggio autistico è una ecolalia immediata
o differita. L'ecolalia immediata si riferisce alla ripetizione immediata
di parole o frasi dette da un altro; i bambini ripetono semplicemente
ed esattamente quello che hanno udito senza formulare un loro proprio
linguaggio. E' molto importante tener presente che l'ecolalia immediata
è un aspetto cruciale dello sviluppo del linguaggio normale in
bambini con meno di due anni. Essa diventa patologica quando è
ancora presente come il solo e predominante linguaggio espressivo dopo
i 24 mesi circa, ma è spesso presente nei bambini autistici, per
tutta la durata dell'età prescolastica e scolastica. E' dunque
un imperativo differenziare il linguaggio consistente, in modo predominante,
in ecolalia immediata dalla normale fase di ecolalia immediata che progredisce
rapidamente verso la costruzione spontanea della frase-linguaggio nei
bambini piccoli con sviluppo normale.
L' ecolalia differita si riferisce invece all'uso di frasi ritualizzate
che sono state memorizzate (es. da video, televisione, pubblicità
o conversazioni più volte ascoltate).
L'origine di questo linguaggio stereotipato non ha necessariamente una
chiara identificazione. Molti bambini autistici più grandi incorporano
i loro rituali verbali in contesti conversazionali appropriati: ciò contribuisce
a sostenere il loro linguaggio proprio perchÈ queste "ripetizioni'
hanno spesso una maggior fluidità verbale rispetto al resto del
discorso. I bambini autistici incontrano difficoltà anche con i
pronomi o con le altre parole che cambiano significato in base al contesto:
ciò determina il riferirsi a se stessi in terza persona o per nome. Altri
possono usare letteralmente frasi idiosincratiche o neologismi, possono
parlare con frasi dettagliate e grammaticalmente corrette, che, malgrado
tutto, rimangono ripetitive, concrete e pedanti. Se la risposta di un
bambino ad una domanda pare "mancare il punto della situazione" la
conversazione successiva dovrebbe farlo emergere in quanto, anche questo,
è un tratto tipico del deficit autistico. Questi bambini rispondono
solitamente a domande su fatti concreti correttamente e in modo appropriato,
ma quando viene chiesto loro di rispondere a domande che richiedono la
comprensione di concetti o la formazione di questi, forniscono dettagli
che spesso sono solo tangenzialmente relazionati alla domanda in questione.
(A2d). Mancanza di giochi di simulazione vari e spontanei, o di giochi
di imitazione sociale adeguati al livello di sviluppo.
Alcuni bambini autistici non usano oggetti in miniatura, animaletti o
bamboline per i loro giochi simbolici. Altri li usano in modo meccanicamente
ripetitivo senza mostrare gioco flessibile e rappresentativo. Alcuni bambini
con un buon linguaggio possono inventare un mondo di fantasia che diventa
il solo focus del gioco ripetitivo. Un esempio classico della mancanza
di un gioco appropriato è il bambino verbale di età prescolare
che "gioca' recitando ripetitivamente un soliloquio della scena della
vecchia strega tratta da "La bella e la bestia' mentre manipola, in sequenza,
i personaggi della casa delle bambole accordandoli precisamente al copione.
Quando gli vengono dati gli stessi personaggi e la stessa casa delle bambole
con l'istruzione però di fare un gioco diverso da "La bella e la bestia',
lo stesso bambino è incapace di creare un qualunque altro scenario
di gioco.
(A3). Modalità di comportamento, interessi e attività
ristretti, ripetitivi e stereotipati.
Ancora una volta, questa categoria di comportamenti ed interessi stereotipati,
racchiude in sÈ deficit qualitativi in molti comportamenti.
(A3a). Dedizione assorbente ad uno o più tipi di interessi ristretti,
ripetitivi e stereotipati.
Alcuni bambini autistici verbali formulano ripetitivamente la stessa domanda,
senza alcun riguardo per la risposta data loro, o si intrattengono in
giochi altamente ripetitivi. Altri sono mentalmente occupati in interessi
speciali e inusuali. Ad esempio, molti bambini sono affascinati dai dinosauri,
ma i bambini autistici possono non solo conoscere tutti i fatti esaustivi
su ogni concepibile tipo di dinosauro, ma anche conoscere quale museo
ospita quel particolare fossile ecc.; questi bambini spesso "condividono"
ripetitivamente il loro sapere con altri, senza alcun riguardo per gli
interessi altrui o per i suggerimenti contrari. Alcuni bambini in età
prescolare sono fans zelanti di programmi televisivi, addirittura quando
sono ancora in fase preverbale o solo minimamente verbale; questo interesse
inusuale in un bambino piccolo, è considerato essere, da molti,
un tratto specifico dell'autismo (Allen, 1991).
(A3b). Sottomissione del tutto rigida ad inutili abitudiini o rituali
specifici.
Molti bambini autistici sono cosÏ tanto coinvolti mentalmente con
"la struttura costante" (sameness) dei loro ambienti di casa e scuola,
o con pratiche di routines, che nulla può essere cambiato senza far esplodere
un accesso di collera o di un altro disturbo emozionale. Alcuni bambini
possono, per esempio, insistere che tutti i mobili di casa rimangano nella
stessa posizione, o che tutti i vestiti siano di un particolare colore,
o che solo il completo delle lenzuola preferite sia nel loro letto. Altri
possono mangiare solo da un particolare piatto, quando seduti in una specifica
sedia, in una specifica stanza, che non deve essere necessariamente la
cucina o la sala. Alcuni bambini possono insistere nell'essere nudi quando
sono in casa, ma anche insistere nell'indossare scarpe quando sono seduti
a tavola. Questa inflessibilità può essere estesa anche alla routine
famigliare, per esempio, prendendo solo una certa strada per andare a
scuola, o entrando dal fruttivendolo solo passando da una specifica porta,
o non fermandosi o voltandosi mai a guardare una macchina che sta partendo.
I genitori possono non essere consci del loro seguire certi rituali, al
fine di evitare un disturbo emozionale del bambino, ma anche esserne consci
e troppo imbarazzati per divulgare volontariamente queste informazioni.
Entro tale contesto, anche quando i rituali non sono imposti dal mondo
esterno, alcuni bambini hanno distinti repertori comportamentali che loro
stessi si autoimpongono per mantenere la stabilità ambientale.
Molti rituali, con la maturità, si evolvono nei più classici sintomi
ossessivo-compulsivi, includenti il nascondere e l'accumulare oggetti
inutilizzabili o rotti, o il sussurrare ripetitivamente a se stessi parole
o brevi frasi.
(A3c). Manierismi motori stereotipati e ripetitivi (battere o torcere
le mani o il capo, o complessi movimenti di tutto il corpo).
Alcuni bambini hanno evidenti movimenti motori stereotipati come il battere
le mani o lo sbattere le braccia ogni qualvolta eccitati o innervositi,
che sono patologici quando si verificano dopo i due anni di età.
Correre senza direzione, dondolarsi, fare giravolte, digrignare i denti,
camminare in punta di piedi, o assumere altre strane posture sono situazioni
ricorrenti nei bambini autistici. Altri possono battere semplicemente
il dorso della loro mano in maniera ripetitiva, attuando cosÏ un
manierismo molto meno intrusivo. E' stato notato che nei bambini ad alto
funzionamento, con la crescita, i movimenti stereotipati, possono diventare
"miniaturizzati', trasformandosi in comportamenti socialmente più accettabili,
come, ad esempio, lo sfregarsi la punta delle dita (Bauman, 1992a; Rapin,
1996c). E' importante anche tener presente che non tutti i bambini con
autismo hanno movimenti motori ripetitivi.
(A3d). Persistente ed eccessivo interesse per parti di oggetti.
Molti bambini dimostrano il comportamento classico dell'allineare i loro
giocattoli, i video, o altri oggetti preferiti, in fila, altri invece
possono semplicemente radunare "cose' senza nessuno scopo apparente. Molti
si impegnano in azioni ripetitive, come l'aprire e il chiudere le porte,
i cassetti, o il premere il pedale dei bidoni della spazzatura, o l'accendere
e lo spegnere la luce. Altri bambini sono invece affascinati, e giocano
ripetitivamente con lacci, elastici, metri o fili elettrici. I bambini
autistici più piccoli sono spesso particolarmente affascinati dall'acqua
e amano in maniera speciale trasferirla, in modo ripetitivo da un contenitore
ad un altro. Altri ancora, possono assaggiare oggetti od odorarli. Altri
amano ruotare oggetti e passano lungo tempo a girare le ruote di una macchina
giocattolo o a guardare ventilatori in funzionamento, mentre ruotano loro
stessi fino a quando cadono dallo stordimento. Alcuni bambini, infine,
guardano spesso di sottecchi oggetti fuori dal loro angolo visuale.
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